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    Benedetto XVI: Resurrezione, mistero che va oltre la scienza

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    Federico
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    Benedetto XVI: Resurrezione, mistero che va oltre la scienza

    Messaggio  Federico il Gio Mar 10, 2011 7:03 pm



    Scienza e Fede rapporto difficile. Torniamo a parlarne oggi per la presentazione questa mattina in Vaticano del libro di Benedetto XVI dedicato al figlio di Dio, intitolato sobriamente Gesù di Nazaret. Un testo che si sofferma sul periodo che va "dall'ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione", collegandosi al precedente volume uscito nel 2007 che riguardava il periodo dal battesimo alla trasfigurazione. E proprio sugli aspetti riguardanti la resurrezione ci concentriamo, "mistero che va oltre alla scienza" spiega il pontefice. E infatti su questa affermazione esiste un dibattito infuocato tra credenti, scienziati e semplici laici. La resurrezione non è un elemento secondario, ma il postulato fondamentale della fede in Cristo e della grande epopea della chiesa cristiana universale. Le parole del Papa però tornano su un aspetto mai chiarito: esistono prove scientifiche che Gesù sia risorto? Vediamo come viene affrontato il tema nel libro di Joseph Ratzinger.

    Quando Papa Ratzinger parla anche della resurrezione, usa il termina "paradosso" sostenendo che esso va oltre la scienza. La resurrezione di Gesù non contrasta con il dato scientifico della realtà ma è qualcosa che va oltre la scienza, qualcosa che ci dice che "esiste un'ulteriore dimensione rispetto a quelle che finora conosciamo", scrive. Le testimonianze bibliche sulla resurrezione, che il Papa definisce "storicamente credibili", raccontano di "qualcosa che non rientra nel mondo della nostra esperienza. Si parla di qualcosa di nuovo, di qualcosa fino a quel momento unico - si parla di una nuova dimensione della realtà che si manifesta". Quindi, "non si contesta la realtà esistente" ma si apre "un'ulteriore dimensione rispetto a quelle che finora conosciamo", si legge nel libro. E ancora: Gesù risorto "non è un cadavere rianimato" destinato in "un tempo più o meno breve" a tornare nella vita di prima e ad un certo punto "morire definitivamente". La sua resurrezione "è stata l'evasione verso un genere di vita totalmente nuovo, verso una vita non più soggetta alla legge del morire e del divenire, ma posta al di là di ciò - una vita che ha inaugurato una nuova dimensione dell'essere uomini.
    Argomentazioni deboli per alcuni ma molto forti per altri. Dal punto di vista cristiano le idee sembrano essere molto chiare: Mentre Gesù viveva sulla terra, per cinque volte profetizzò che sarebbe risuscitato dai morti. Se non fosse stato Colui che diceva di essere, non avrebbe mai potuto affermare qualcosa del genere. Infatti, o Gesù è stato il più grande bugiardo e ingannatore mai esistito sulla terra, oppure è stato davvero il Figlio dell'Iddio vivente ed è risuscitato dai morti.

    In Matteo 16,21 leggiamo: «Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno.»
    Da risorto, molti Lo videro: «E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, i quali dicevano: "Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone"» (Lc 24,33-34). «Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me» (I Co 15,3-Cool.

    C.S. Lewis era un accademico e filosofo ateo, autore di diversi libri e scritti. Nelle sue riflessioni su Gesù Cristo arrivò alla seguente conclusione: nessuno può giungere ad affermare che Gesù sia stato solo una brava persona. Perché? Perché una brava persona, e un religioso, non affermerebbe mai di essere Dio. Proprio questa affermazione innalza Gesù a un livello superiore. Pertanto è assolutamente logico affermare che Gesù fosse più che un bravo uomo, e cioè che fosse il Figlio di Dio.

    Noti storici romani e giudei come Plinio, Tacito, Claudio e Flavio Giuseppe narrano della risurrezione di Gesù e delle reazioni che suscitò. Flavio Giuseppe scrisse: «Quest'uomo era il Messia, e dopo che Pilato, su invito del nostro capo, lo condannò a morte, quelli che Lo amavano non furono da Lui abbandonati, poiché Egli apparve loro nuovamente dopo tre giorni, come avevano predetto i santi profeti»" (Antiquitates, 18.3.3).

    Chi sostiene che la resurrezione sia un mito argomenta sul problema filosofico-teologico, che nasce allorché si dà per sicura la resurrezione e la precedente morte effettiva nel sepolcro. Dio è uno e trino, dichiara la Chiesa da sempre. Dunque, il Cristo, essendo la seconda Persona della Santissima Trinità, avrebbe assaggiato il tremendo potere della morte e con lui una parte considerevole dell’Eterno, cosa del tutto incredibile e irrazionale.
    Le conclusioni di quanto precede, a questo punto, sono solo due:
    Gesù sarebbe morto del tutto e definitivamente e non ci sarebbe stata alcuna resurrezione, ma per far rivivere il suo messaggio si ricostruisce diciamo narrativamente una fase post-mortem;
    Gesù viene deposto dalla croce ancora vivo grazie ai buoni uffici di personalità influenti quali Nicodemo e Giuseppe di Arimatea e quindi consigliato e obbligato a fuggire lontano dalla Palestina.
    Lasciando da parte opposti estremismi sarebbe interessante concentrarsi sulle parole del papa che liquida la questione come fosse un dogma. Il punto è: quanto basterà ai credenti questa spiegazione. facile dire che è bastata e avanzata per millenni.... al punto che potrebbe essere anche vera.
    E siamo al punto di partenza.

    FONTE


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