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    Vivisezione: dal Parlamento Europeo il via libera

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    Federico
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    Vivisezione: dal Parlamento Europeo il via libera

    Messaggio  Federico il Mer Set 08, 2010 6:32 pm

    Non potevo credere a quanto battuto dalle Agenzie di Stampa oggi: il Parlamento Europeo ha dato il via libera alla vivisezione.



    Cittadini Europei, primi fra i primi, Parlamentari eletti da altri cittadini che, indossando alcuni la maglia contro la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani, hanno votato sì alla condanna a morte per tortura di molti esseri viventi come noi, solo di una specie diversa.

    Guardate l’immagine che ho scelto per questo articolo e ditemi a che specie appartengono quelli che hanno potuto cucirle gli occhi in nome della scienza! Spero non alla specie umana: non sarebbero degni di farne parte.

    Un’altra domanda mi sorge spontanea: con che coraggio sì può votare sì a questa legge? Cosa spinge un essere umano a votare sì alla vivisezione?

    Li abbiamo eletti per difendere e tutelare i nostri diritti o quelli delle multinazionali del farmaco?

    Li abbiamo eletti perché ci rappresentino. Quanti di noi si sentono rappresentati da persone che votano sì alla vivisezione?

    Eravamo prima italiani, poi europei, oggi, grazie a queste persone, siamo tutti un po più … barbari!



    Fonte:notiziefresche.info
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    Alex
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    Re: Vivisezione: dal Parlamento Europeo il via libera

    Messaggio  Alex il Mer Set 08, 2010 6:55 pm

    Certamente chi vota queste leggi non ha più nulla di umano...ne ha perso tutti i connotati, intelligenza su tutti.
    Ma di ogni azione e scelta malvagia contro la vita presto verrà chiesto conto, in una maniera inequivocabile, che nesusno potrà fraintendere.


    _________________
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    PETIZIONE VIVISEZIONE

    Messaggio  Sphinx il Gio Set 09, 2010 5:00 am

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    Vivisezione, direttiva Ue "Sì ai randagi come cavie"

    Messaggio  Mirella il Gio Set 09, 2010 8:03 am

    Il provvedimento approvato ieri prevede che cani e gatti "vaganti" possano essere usati per la sperimentazione se non è possibile raggiungere altrimenti lo "scopo della procedura" di ricerca. Protestano gli animalisti, 40 eurodeputati abbandonano l'aula
    di ANTONIO CIANCIULLO
    ROMA - Se avete un cane o un gatto, sarà meglio comprare un collarino identificativo. Con la direttiva europea sulla sperimentazione animale approvata ieri, gli animali randagi rischiano di finire sotto il bisturi: l'articolo 11 prevede che possano essere sacrificati sull'altare della scienza se non è possibile raggiungere altrimenti lo "scopo della procedura" di ricerca. È stata questa deroga, assieme a quella sulla vivisezione delle grandi scimmie come lo scimpanzé che condivide con la specie umana oltre il 98 per cento del Dna, a suscitare le maggiori proteste, spingendo 40 eurodeputati ad alzarsi abbandonando l'aula in segno di protesta.

    Dopo due anni di dibattito e un'infinità di correzioni, della nuova normativa europea che avrebbe dovuto rafforzare i metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione sugli animali resta poco: dichiarazioni di principio sulla necessità di ridurre la sofferenza delle cavie, un rafforzamento dei controlli e molte scappatoie. Da una parte si afferma la volontà di applicare solo le procedure di sperimentazione farmacologica e didattica che provocano il minimo di dolore, sofferenza e angoscia, dall'altra - nota Michela Kuan, della Lega antivivisezione - "si lascia la porta aperta all'uso di animali in via di estinzione, alla cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di effettuare in deroga procedure che comportino alti e prolungati livelli di dolore, all'uso di cani e gatti randagi, all'utilizzo delle cavie per più esperimenti".
    La decisione del Parlamento europeo è stata presa tenendo conto della normativa poco rigorosa in vigore in molti Stati della Ue e punta ad aumentare il livello di trasparenza delle procedure. Ma cosa succederà in Italia, dove due leggi vietano l'uso di cani e gatti randagi per la sperimentazione? La direttiva verrà recepita così come è uscita dall'aula di Strasburgo o sarà interpretata in forma più restrittiva mantenendo i paletti attualmente in vigore?
    "Credo che l'Europa potrà dichiararsi un luogo civile quando saremo riusciti ad evitare la sofferenza di animali senzienti nei laboratori di ricerca", risponde il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. "E da questo punto di vista la direttiva è assai poco incisiva. In Italia comunque siamo un passo avanti e non intendiamo certo tornare indietro: non consentiremo la sperimentazione su cani e gatti". Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, ha invece commentato osservando che in mancanza di test sugli animali, ancora oggi tutti i bambini colpiti da leucemia non avrebbero più di sei mesi di vita.

    Senza tener conto delle ricerche condotte per lanciare nuovi cosmetici e delle cavie non censite (i non vertebrati), nell'Unione europea vengono utilizzati per le sperimentazioni 12 milioni di animali l'anno. Con la nuova direttiva si andrà verso un aumento o una diminuzione? Per il presidente di Farmindustria Sergio Dompè si andrà verso una riduzione perché il testo spinge in direzione dell'uso di sistemi alternativi. Per la deputata Pdl Gabriella Giammanco, invece, "la direttiva va a favore degli interessi delle industrie farmaceutiche e amplia la soglia di dolore per gli animali, in particolare cani, gatti e primati. Mi auguro che il nostro Paese recepisca in modo restrittivo quest'assurda direttiva".
    (09 settembre 2010)

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/09/news/vivisezione-6888071/

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    Re: Vivisezione: dal Parlamento Europeo il via libera

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