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    LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

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    Antonio
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    LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

    Messaggio  Antonio il Ven Nov 05, 2010 7:52 am

    Un caro saluto,...
    A. Pastor L.

    http://www.facebook.com/video/video.php?v=130927053628171

    LA LUNA NERA

    Nel nostro sistema solare esiste tuttora un piccolo satellite artificiale che è chiamato "Luna Nera", del quale la scienza ufficiale conosce molto bene la traiettoria ma ancora rimane nel top secret. Fa abitualmente il percorso dalla Luna a Venere e ritorno.
    Questa Luna Nera non è da confondere con l’altra, chiamata pure "Lilith", che non è un corpo celeste, ma il punto in cui la Luna si trova alla massima distanza dalla Terra. Tale punto è considerato importante da molti astrologi ed è associato alla Lilith biblica, la prima compagna di Adamo dopo essere stato cacciato dall’Eden per aver trasgredito al volere divino. Secondo un’altra tradizione, Lilith evoca gli elementi di diabolicità e perversione. Oggi rappresenta il modo in cui questa esprime la passionalità e l’erotismo.
    Tornando perciò alla Luna Nera fisica, essa ha un compito preciso che è quello di mantenere la Luna nella sua orbita per evitare che s’avvicini alla Terra con conseguente probabile urto. La traiettoria del satellite è a forma di otto tra la Luna e Venere, mentre la sua superficie normalmente non riflette la luce, se non in particolari situazioni.
    Si conosce qualche cosa di essa solo perché il contattista Eugenio Siragusa ha raccontato il suo viaggio in questa misteriosa astronave, avvenuto quando gli Stati Uniti stavano preparando il lancio dell’Apollo 11 per portare i primi astronauti sulla Luna.
    In un certo qual modo il viaggio iniziatico di Eugenio Siragusa sulla Luna Nera aveva un significato parallelo.
    Mentre gli scienziati della terza dimensione preparavano il loro viaggio spaziale guidato che avrebbe iniziato la conquista degli spazi esterni al pianeta, le guide della quarta dimensione avvicinavano i loro mezzi, la loro scienza e il loro sentimento generoso della conoscenza, attraverso uno dei loro operatori, in un viaggio di tipo iniziatico che marcava un nuovo tempo nel "Programma Generale" ed anche nel programma specifico del Siragusa.
    Come le altre volte, il contattista ricevette una chiara indicazione telepatica di partire il giorno seguente per un incontro fisico nella Valle delle Aquile, sul vulcano Etna. Era una valle non lontana dai punti dove aveva avuto i precedenti incontri fisici con i piloti di dischi volanti. Nella comunicazione telepatica gli era stato detto anche che questa volta non sarebbe salito su un disco solito di 12 metri di diametro, bensì su una cosmonave di oltre 500 metri di lunghezza. Nell’ora esatta del giorno indicato, Eugenio si trovò nella Valle delle Aquile. Si era fatta sera e regnava un assoluto silenzio.
    Quando egli vide l’astronave rimase tranquillo, più tranquillo delle altre volte. La cosmonave si fermò ad una distanza di un tiro di pietra, in una zona deserta, ed Eugenio si diresse in quella direzione. Gli sembrò enorme tanto che non riuscì ad individuare l’apertura d’entrata immediatamente. Ad un certo punto, in una zona laterale si formò un buco da cui scaturì una scala che si distese fino a terra.
    In quel momento apparve uno degli extraterrestri con cui si era incontrato in altre occasioni e gli fece segno di salire. L’astronave, vista da vicino, aveva un’altra colorazione. Eugenio penetrò in una specie d’alone che era variato dal giallo azzurrognolo al verde smeraldo. Si sentiva una sottile vibrazione nell’interno dell’astronave mentre il comandante, di nome Woodok, gli diede il benvenuto. Immediatamente ci fu la partenza. Egli non sentì che una lieve pressione.
    Per seguire il viaggio fu fatto sedere in una sedia anatomica, apparentemente di cuoio o plastica. Il sedile era disegnato per mettere in riposo la colonna vertebrale, lasciando completamente libera la cassa toracica, terminando con un poggiatesta.
    Nell’interno della nave vi erano spaziosi corridoi che davano a dei compartimenti. Alcuni di questi compartimenti erano enormi laboratori spaziali, altri erano comodi dormitori con letti anatomici.
    Il Siragusa poté conoscere due dei compartimenti fondamentali della cosmonave: il compartimento d’analisi e controllo del volo e il compartimento dove si trovavano i controllori di volo. Nel primo vi erano grandi quadri luminosi che mostravano immagini della zona che si trovava sotto e che si stava sorvolando. Molti di questi pannelli avevano enormi zoom che permettevano di avvicinare o allontanare le immagini a volontà, per avere una visione di lontananza o vicinanza desiderata. Il compartimento dei controlli possedeva un apparato che richiamò imperiosamente l’attenzione del Siragusa: si trattava di una specie di televisore quadridimensionale o globulare che riceveva o proiettava immagini, incluse quelle della stessa nave e lo stesso interno durante il volo. Così si vide proiettato sullo schermo televisivo come se il filmato fosse stato fatto da un’altra astronave.
    Dal suo sedile anatomico poteva seguire il volo con tutte le immagini proiettate sul televisore globulare.
    In un secondo, vide la Terra della grandezza di un pallone da calcio. Il viaggio era cominciato alla 20,30 ora solare. Sette minuti più tardi la cosmonave arrivò sulla Luna Nera.
    La Luna Nera nel suo interno era un’autentica città fluttuante, una città meravigliosa, una città da sogno. Un gruppo di donne salutò il nuovo viaggiatore: fra loro c’era un terrestre, anche lui arrivato dalla Terra. Si trattava di un meccanico di Bologna, di nome Luciano Galli, che incontrerà nuovamente in Italia.
    Una cosa curiosa che Siragusa mi ha raccontato è che queste donne, assai belle ed affascinanti, portavano dei campanellini appesi al collo che facevano suonare ogni qual volta i "terrestri" si facevano venire "speciali" pensieri e tutto finiva in fragorose risate.
    Fu quindi fu condotto in un grande salone a forma di ferro di cavallo, brillante, come se fosse tappezzato con placche d’argento. Attorno alla parete c’erano una serie di nicchie di cristallo... In queste, seduti in stato di sdoppiamento controllato, vi erano i corpi di numerosi extraterrestri.
    Telepaticamente Eugenio domandò quale significato ebbe quella situazione e gli fu data immediata risposta:

    "Si tratta di fratelli in missione sul pianeta Terra. Per noi lo sdoppiamento controllato è come per voi il sogno. Possiamo spostarci sulla Terra e ritornare. Sulla Terra stanno realizzando questo lavoro astrale ben sei milioni di esseri dello spazio. Ciò è permesso fino ad 80 anni. Dopo devono tornare. La vita media di uno di noi è circa 1200 anni terrestri."

    In seguito Eugenio domandò, sempre telepaticamente, l’origine della Luna. L’extraterrestre rispose:

    "La Luna è, al contrario di quello che credono gli scienziati terrestri, giovane come la Terra. La Terra, la Luna e le altre due lune scomparse, nacquero con il Sistema Solare dall’esplosione di una stella Supernova. Gli altri due satelliti s’infransero in epoche diverse sopra il pianeta Terra, distruggendo i continenti Mu ed Atlantide. La Luna è abitata da 175.000 anni, giusto il tempo in cui la Confederazione Interstellare mise lì le sue prime basi. Non è consigliabile abitare sopra la superficie lunare, perché il nucleo centrale igneo-cosmico del satellite è in continua contrazione, con perdita di massa. I crateri lunari non sono dovuti alla caduta di meteoriti o impatti, ma al vuoto che la perdita di massa della superficie provoca, causando cedimenti imprevisti. In più, la superficie della Luna è sottoposta a tremende attrazioni dovute all’influenza degli oceani terrestri. Gli scienziati russi vollero scoprire questi segreti e degli astronauti persero la vita per questo."

    Mentre si stava svolgendo il colloquio, Eugenio si ritrovò in una vasta sala dal soffitto illuminato da una luce arancione, ma senza lampadari o lampadine. La sala poteva essere grande venti volte Piazza del Popolo a Roma, ed in essa vi erano fermi altri dischi volanti. Mentre camminava con i piloti che lo accompagnavano, ne contò almeno venti di tutte le dimensioni: intorno ad essi vi erano uomini che lavoravano in un andirivieni e vestivano tute di vari colori.

    Eugenio ha così raccontato il proseguo della sua visita:

    "Nel frattempo arrivammo vicino ad una delle pareti della sala e, senza che si delineassero porte, Regga (un marziano) passò la sua mano su di un punto verde a forma di bottone, e nella parete si aprì una porta. Passammo oltre e la parete ridiventò liscia, uniforme. Ci avviammo in un corridoio illuminato anch’esso dal soffitto e giungemmo in una sala quadrata di circa 15 metri di lato. Al centro vi era un tavolo rotondo con dodici sedie attorno, otto delle quali erano occupate da altrettanti uomini vestiti con tute diverse e simboli diversi. Si alzarono e mi furono presentati come rappresentanti di otto dei dodici pianeti di Patras, facenti parte perciò del nostro sistema solare. I loro nomi non mi furono detti, ma tutti ed otto mi strinsero la mano nelle loro che erano tridimensionali, fisiche in carne ed ossa come le mie. Dopo il saluto, Regga mi condusse in uno dei dodici stanzini che si aprivano nella parete e mi disse di spogliarmi. Rimase meravigliato dal fatto che io mi vergognavo di lui; allora mi disse tutto quello che avrei dovuto fare ed uscì. Rimasi solo; mi spogliai e subito dopo dal soffitto scaturì come un fascio di luce investendomi dalla testa ai piedi, e man mano che scendeva verso le estremità sentivo che un calore come se la pelle mi fosse tolta; ma era una cosa piacevole, affatto dolorosa. Poi la luce cessò e passando una mano su di un punto rosso della parete si aprì un pannello: nell’interno vi era una tuta di un azzurro intenso. Mi trovai così inguainato in un indumento fatto di materiale sconosciuto. Ai piedi mi misi dei sandali che si univano alla tuta nelle caviglie. Rientrò Regga e, passandomi la mano sui fianchi, fece sì che i due pezzi della tuta diventassero uno solo e in quell’istante sentii il mio corpo leggerissimo: suppongo che dei miei 75 chili ne avrò pesato si e no 40. Uscendo dallo stanzino, tutti i presenti si alzarono in piedi esprimendo un complimento su come mi ero comportato, giacché avevo superato la doccia magnetica depurante ed il potere magnetico della tuta. Poi ci sedemmo, ed il mio posto fu fissato vicino a Regga di Marte. Intanto, essi parlavano nella loro solita lingua a me sconosciuta, mentre colui che si chiamava Ron sembrava che interrogasse ognuno dei presenti. Alla fine ci alzammo in piedi: a questo punto entrò in sala un altro sconosciuto il quale posò davanti a Regga un aggeggio come una valigetta, anch’essa di materia sconosciuta. Regga la aprì e ne trasse un triangolo rosso con alla sommità la rosa rossa con lo stelo spinoso: era il simbolo del mio pianeta. Era come se il simbolo e la tuta si attirassero l’un con l’altro. Consegnatami la rosa, ci sedemmo di nuovo e quegli uomini iniziarono a parlare uno alla volta di tutti gli affari politici, civili, militari e scientifici della nostra Terra. Mentre parlavano, il tavolo s’illuminò come uno schermo e vi apparve il globo terracqueo in tutti i minimi particolari. Montagne, fiumi, città e paesi di tutte le nazioni, basi militari, missili, bombe atomiche in superficie e sotterranee. Si parlò molto e mi furono dette molte cose che non potrò mai rivelare perché mi fu proibito. Ed io mi attengo agli ordini. In ogni modo questo lo posso dire: essi tengono sotto controllo tutte le basi atomiche e missilistiche esistenti sulla terra, e guai alla nazione che sconsideratamente tentasse di farne uso. Essa scomparirebbe dalla superficie del pianeta. Dopo la riunione, tutti mi salutarono e mi complimentarono di nuovo, promettendomi di rivederci ad ogni riunione. Poi se ne andarono. Rimanemmo soli io e Regga..."

    Dopo quest’incontro, Eugenio Siragusa risalì sulla cosmonave e riprese nuovamente il viaggio di ritorno. In totale egli aveva percorso 470.000 Km e il viaggio era durato appena due ore e venti minuti. Il tragitto era stato appunto Terra - Luna Nera - Terra.

    http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/luna_ner.htm
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    Federico
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    Re: LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

    Messaggio  Federico il Ven Nov 05, 2010 12:38 pm

    Grazie Antonio, ecco il link per la WebTV Smile :

    LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa (A. Pastor L.)
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    Re: LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

    Messaggio  Caterina il Ven Nov 05, 2010 10:51 pm

    Ho letto con molta attenzione ed ho visto anche il video...
    E' inevitabile per chi è "scientifico" pensare che questa esperienza di Eugenio non abbia delle basi concrete, soprattutto perchè ancora oggi non è stato scoperto nulla sulla Luna Nera, intesa come satellite e/o pianeta...
    Mi permetto di esprimermi in tal senso, carissimo Antonio, non perchè non creda alla veridicità o alla buona fede, ma semplicemente perchè è lecito per la "mente umana" pensare ciò che ho appena detto.
    Mi colpisce molto una cosa e desidero esternartela: l'orbita a forma di lemniscata della luna nera con Venere e la Luna Bianca (la chiamo così solo per distinguerla).
    Ti dico lemniscata perchè il simbolo dell'infinito è proprio come il numero 8 ma su un piano orizzontale. Molto curioso ed interessante... Da studiare...
    Mi piace esprimere ciò che sento, quando lo sento e così faccio in questa occasione.
    Mi guardo bene dal giudicare, ma penso anche a tutti coloro che leggono un articolo di questo tipo e inevitabilmente possono avere due tipi di reazioni: credere o non credere.
    Del resto siamo qui per imparare e tanta strada ancora dovremo percorrere...
    Al di là di tutto è bello conoscere e scoprire anche cose che "guardano al di là" e di Eugenio non si potrà mai dire che non abbia avuto Coraggio nell'esprimersi anche su eventi "fuori da ogni ragionevole ambito razionale" cheers Very Happy

    Grazie di Cuore, Antonio
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    Antonio
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    Re: LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

    Messaggio  Antonio il Sab Nov 06, 2010 6:16 am

    Caterina ha scritto:Ho letto con molta attenzione ed ho visto anche il video...
    E' inevitabile per chi è "scientifico" pensare che questa esperienza di Eugenio non abbia delle basi concrete, soprattutto perchè ancora oggi non è stato scoperto nulla sulla Luna Nera, intesa come satellite e/o pianeta...
    ............
    Mi colpisce molto una cosa e desidero esternartela: l'orbita a forma di lemniscata della luna nera con Venere e la Luna Bianca (la chiamo così solo per distinguerla).
    Ti dico lemniscata perchè il simbolo dell'infinito è proprio come il numero 8 ma su un piano orizzontale. Molto curioso ed interessante... Da studiare...

    Grazie Caterina per le tue parole.
    In realtà la scienza già aveva scoperto questa “enorme città spaziale”. Pensa che nel 1948, scienziati astronomi focalizzarono vicino alla Terra un “minoscolo pianeta”. Realizarono osservazioni idonee e hanno visto che aveva secondo la tecnica astronimica di quel anno un diametro di 3 kilometri. Hanno verificato che questo “pianeta” s’indirizzava in occassioni più viccinanza verso la Luna, e a volte era più vicina alla Terra.
    Dopo questa scoperta, el Profesore Gutav Arthenius, dalla Università di Berkley (California) lo ha studiato e secondo le sue ricerche a visto che si comporta anarchicamente e non si comporta come un corpo celeste naturale spaziale. Delle sue investigazione ha determinato che non potevano prevedere la sua prossima linea orbitale....sempre era cambiante. Anche la sua velocità era cambiante, per lo quale ha determinato di che questo “pianeta minoscolo” era influenzato da qualunque pianeta vicino alla Terra.

    Anche gli astronomi Riccioli, Cassini, Alischer hanno studiato nel pasato questo “strano corpo” che non sigui le regole dil spostamento spaziale, ma la scienza lo mantiene ocolto, perche allora dovrebbe dare tante spliegazioni.
    Sopratutto hanno fatto studie con una relativa efettività nelle vicinanze di Venere, nelle misione spaziali inviate, che insieme a Marte è uno dei pianeti più studiate dalla nostra scienza,.... sono convinto che hanno un interese molto particolare per questi due Pianete Fratelli.

    L'orbita che “disegna” nello spazio ha stato data da Eugenio, e le ha stato spiegata da Coloro che lo hanno visitato per portarlo via, verso la Luna-nera. Certamente vedendo la varie situazioni delle nostre pianete, Venere-Terra, si può determinare che questa orbita in forma di “infinito” (come tu dici) o de 8 sia sempre cambiante, e si accomode a le variabili distanze tra nostro sistema Terra-Luna e Venere.

    Nei prossimi giorni preparerò imagini di questa “città spaciale” che ha stato visitata da parechi umani, (sempre con l’aiuto di Loro, come Eugenio) e che ha stato chiamata, “Luna-Nera” per il suo particolare minoscolo riflesso della radiazione luminosa che arriva a questa; in questo video si potrà apprezare la sua vicinanza a Venere. Sono imagini dalla Nasa ed Esa, in relazione a questo “corpo spaziale. Anche in altra filmazione di STEREO (satellite di osservazione solare), , si puo vedere chiarisimamente il “legamen dinamico-magnético” che esite tra Venere e la Luna-Nera.

    Nuovamente grazie Caterina e un abbraccio forte.

    cheers Grazie kiss
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    La "Luna-Nera" Parte 2ª VENERE- Eugenio Siragusa..LUNA NEGRA-. Parte 2ª VENUS-.

    Messaggio  Antonio il Dom Nov 07, 2010 4:27 am

    Ciao nuovamente,
    eccolà Parte 2ª sulla "Luna-Nera".
    Abbraccie a tutti.
    cheers
    http://www.facebook.com/video/video.php?v=131351466919063

    La Luna Nera nel suo interno era un’autentica città fluttuante, una città meravigliosa, una città da sogno. Un gruppo di donne salutò il nuovo viaggiatore: fra loro c’era un terrestre, anche lui arrivato dalla Terra. Si trattava di un meccanico di Bologna, di nome Luciano Galli, che incontrerà nuovamente in Italia.
    Una cosa curiosa che Siragusa mi ha raccontato è che queste donne, assai belle ed affascinanti, portavano dei campanellini appesi al collo che facevano suonare ogni qual volta i "terrestri" si facevano venire "speciali" pensieri e tutto finiva in fragorose risate.
    Fu quindi fu condotto in un grande salone a forma di ferro di cavallo, brillante, come se fosse tappezzato con placche d’argento. Attorno alla parete c’erano una serie di nicchie di cristallo... In queste, seduti in stato di sdoppiamento controllato, vi erano i corpi di numerosi extraterrestri.
    Telepaticamente Eugenio domandò quale significato ebbe quella situazione e gli fu data immediata risposta:

    "Si tratta di fratelli in missione sul pianeta Terra. Per noi lo sdoppiamento controllato è come per voi il sogno. Possiamo spostarci sulla Terra e ritornare. Sulla Terra stanno realizzando questo lavoro astrale ben sei milioni di esseri dello spazio. Ciò è permesso fino ad 80 anni. Dopo devono tornare. La vita media di uno di noi è circa 1200 anni terrestri."

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    Re: LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

    Messaggio  Federico il Dom Nov 07, 2010 1:57 pm

    Anche al seconda parte è stata caricata sulla WebTV.Grazie Antonio Smile

    La "Luna-Nera" Parte 2ª VENERE-.LUNA NEGRA-. Parte 2ª VENUS (A. Pastor L.)
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    Re: LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

    Messaggio  Federico il Lun Nov 08, 2010 7:09 pm

    Ecco il terzo e ultimo link di questo interessante video realizzato da Antonio Pastor L.Buona visione Wink

    La "Luna-Nera"-.Finale. Parte 3ª-. LUNA-NEGRA-Final Parte 3ª(Antonio Pastor L)

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    Re: LA "LUNA NERA" - Eugenio Siragusa

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