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    "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

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    Bene72
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    "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Bene72 il Lun Dic 13, 2010 3:16 pm

    Intervista a cura di Giuliano Falciani

    D - Chi sono questi esseri che visitano la Terra e che lei ha incontrato fisicamente?

    R - Sono personaggi con caratteristiche multidimensionali che hanno poteri per i terrestri fantascientifici e che sono ritornati perché visitano la Terra da moltissimo tempo e hanno cercato di aiutare l’umanità nella sua evoluzione, però la scienza atomica minaccia non solo la Terra ma anche l’equilibrio già precario del sistema solare.

    D- Da dove vengono?

    R - Da altre costellazioni e altre galassie. Per loro non è difficile varcare gli enormi spazi che separano la nostra Terra e il nostro sistema solare da altre terre e da altri sistemi solari.

    D - Chi è Eugenio Siragusa?

    R - Non sono un mago, non sono un veggente e non sono un santone. Sono un amico dell’uomo, ovvero qualcuno che porta un discorso, un discorso che non è mio e che mi è stato ordinato di portare avanti, non da imporre ma da offrire, ognuno è libero di scegliere: di credere o non credere.

    D – Come comunica con questi esseri?

    R – Comunico in due modi: per frequenza diretta o per personificazione. Io posso personificare la personalità di un mutante e per mutante intendo uno di questi personaggi che ha la capacità di mutare di frequenza, di entrare in perfetta simbiosi con me, in questo modo io lo personifico, ottenendo parte delle sue prerogative e della sua personalità.

    D – Da dove vengono?

    R – In questo cosmo esistono 150 bilioni di universi e i cosmi sono infiniti. La vita intelligente pullula in decine di bilioni di miliardi di altri mondi. Ancora il mondo crede di essere il deserto del Sahara e ignora, o vuole ignorare, che egli è solo un granello di sabbia del deserto del Sahara. Loro provengono da una confederazione interstellare, sono i pionieri del cosmo.

    D – Perché vengono sulla Terra?

    R – Perché la scienza dei terrestri è diventata pericolosa non solo per l’esistenza di questa umanità ma anche per l’equilibrio cosmo-fisico di questo sistema solare. Sono dunque ritornati per sorvegliare questa perniciosa involuzione che potrebbe portare all’autodistruzione non solo dell’umanità di questo pianeta ma potrebbe portare questo pianeta in circolo per l’universo con tutte le radiazioni mortali infettive e arrivare in altri pianeti del nostro sistema solare e anche di altri sistemi dove gli esseri vogliono vivere e non morire.

    D – Lei parla di ritorno di questi esseri quindi vuole dire che sono già stati qui nel passato? Conoscono le origini dell’uomo?

    R – Non solo conoscono le origini dell’uomo ma conoscono anche le origini di questo sistema solare. Loro lo hanno visitato per la prima volta quando il primate dell’uomo di oggi era un serpente piumato acquatico. Successivamente sono tornati ed hanno trattato geneticamente questo essere che si stava adattando sulla superficie terrestre. Esso stava subendo una metamorfosi così essi crearono l’uomo “ a loro immagine e somiglianza” trattando geneticamente questo serpente piumato. Così è nato l’uomo ad immagine e somiglianza del suo creatore. Io ho perfetta conoscenza dell’evoluzione del primate dell’uomo.

    D – Perché non si mostrano apertamente a tutti gli uomini?

    R – Se lo facessero non sarebbero migliori dei terrestri. La loro saggezza e sapienza gli impongono di comportarsi in un modo diverso rispetto a come i terrestri vorrebbero e ciò per non dare l’impressione di essere violenti nel coercire la libera interpretazione di ogni essere umano.

    D – Non hanno forse paura dell’uomo?

    R – Paura di che cosa? L’uomo nei loro confronti è un selvaggio, un primitivo. Malgrado la scienza terrestre essi potrebbero distruggere l’uomo in cinque minuti se volessero ma poiché sono gli angeli di ieri ed extraterrestri oggi, essi con la loro metodologia ammoniscono, invitano a mettere le cose al loro giusto posto prima che sia troppo tardi, prima che il Dio in cui crede l’uomo potrebbe divenire intollerante.

    D – Non è esagerato parlare di un Dio intollerante?

    R – La storia ci insegna che questo Dio può diventare intollerante come nel caso di Sodoma e Gomorra. Prima di distruggere quelle città Dio inviò i suoi messaggeri per avvisare Lot e la sua famiglia. La visita e l’offerta di salvezza fatta a Lot ne sono una testimonianza, egli fu deriso eppure aveva avuto un contatto con questi esseri.

    D – Quale è l’analogia tra le deità dei popoli del passato e gli extraterrestri? Perché venivano chiamati Dei se invece sappiamo che esiste un solo Dio?

    R – Dio è un titolo non è un nome. Possono esistere diversi generali non uno solo.

    D – Quale è il significato di alcune figure bibliche come i Cherubini e i Serafini?

    R – Si tratta di una gerarchia superiore, la Triade superiore. I Cherubini, i Serafini e i Troni. I Cherubini sono i “Mutanti” coloro che possono mutare ma che non hanno il potere di creare forma e sostanza, i Serafini sono i “Cristici” sono gli Elohim, e i Troni sono quelli che i terrestri chiamano “Dio” e che anticamente si chiamavano Dei.

    D – Questi esseri possono mostrare e trasmettere la loro scienza all’uomo?
    R – Se lo facessero sarebbe terribile perché se gli uomini fanno cattivo uso della scienza nucleare non oso immaginare che uso farebbero della loro alta scienza che è in grado di modificare le strutture molecolari della materia o addirittura di modificare la materia in una frequenza dimensionale diversa. Se ciò avvenisse l’umanità vivrebbe una fine più rapida. Essi non sono così incoscienti come gli scienziati terrestri.

    D – Con questo vuol dire che l’uomo deve temerli?

    R – No. L’uomo non deve temere nemmeno Dio quando si comporta secondo la sua legge. Lo deve temere quando molesta i suoi disegni o quando tenta di distruggere ciò che non gli appartiene: la vita!

    D – Quindi non c’è ostilità da parte di questi esseri?

    R – Tutt’altro che ostilità c’è una sollecitazione, un invito a mettere le cose al loro giusto posto.

    D – Come potrebbe comportarsi l’uomo secondo questi esseri?

    R – L’uomo dovrebbe comportarsi così come gli è stato insegnato da un personaggio che è stato ucciso dagli uomini per paura della verità. Perché è stata innalzata la croce sul Golgota? Per paura di che cosa?

    D – Quindi Gesù Cristo era un extraterrestre?

    R – Non era di questo mondo. Non basta?

    D- Non viene così completamente sballata la concezione religiosa che l’uomo ha fatto?

    R – C’è solo una cosa importante: portare sul piano dell’attuale tempo i valori del passato e capirli più profondamente, vagliarli seriamente senza confondere le menti. Occorre dire tutta la verità. Questo potrebbe rendere gli uomini liberi, liberi davvero.

    D – Di quale verità parla?

    R – La verità è stata offerta all’uomo da colui che la portava, da Gesù.

    D – Chi non vuole che l’uomo sia libero?

    R – Il potere. Forse peggiore di quello del passato. Tiranni, commercianti di morte e distruzione, essi sono coloro che impediscono, che creano ostacoli affinché la verità non faccia presa sull’uomo perché altrimenti perderebbero “il latte, il pelo e anche la pelle delle pecore”

    D – Quindi vuol dire che in altri mondi abitati non esiste il potere?

    R – Esiste un potere ma viene dato a coloro che lo possono esercitare, a scienziati che conoscono le cause e gli effetti delle strutture sociali che edificano.

    D – Molti scienziati hanno dato spiegazioni sugli avvistamenti. Una buona parte di loro non crede che si tratti di esseri provenienti da altri mondi. Perché?

    R – Esiste una congiura del silenzio e io so chi la esercita. Questa congiura comporta il discredito del fenomeno ed invita l’opinione pubblica a non credere, a diffidare e a pensare che questi esseri provenienti dagli spazi esterni siano voraci serpenti mimetizzati in forma umana, cannibali, ecc. Sono stati realizzati moltissimi film per portare la mente umana alla dissuasione, al terrore, alla paura di essere “inforchettati”, arrostiti vivi da alieni sanguinari. Voglio ricordare che Gesù venne considerato un demonio, un satanasso, per questo fu ucciso.
    Questi esseri sono gli angeli e i messaggeri di ieri, “angelo” significa messaggero e non vuol dire che essi devono per forza avere le ali, possono anche avere altre facoltà che l’uomo non conosce.

    D – Quale altro insegnamento questi esseri hanno portato all’umanità?

    R – Un insegnamento molto importante è quello di istituire la reale religione che deve entrare in ogni cuore e spirito umano e sarebbe questa: “Ama il tuo prossimo come te stesso”: questa è la vera religione!

    D – Lei è un prescelto?

    R – Per saperlo ho aspettato 10 anni. E’ il tempo minimo concesso per poter essere idonei a personalizzare un’entità astrale, un mutante o un diretto messaggero di Dio.

    D – E’ cambiato qualcosa nella sua vita dopo l’incontro con questa realtà, lei si sente diverso?

    R – Certo. E’ cambiato molto nella mia via, la cosa più importante è quella di sentirmi più utile di quanto non lo fossi prima, più portato a collaborare per una causa giusta. Io amo l’uomo e proprio per questo ho sacrificato parte di me stesso, e sono dispostissimo a sacrificare tutto me stesso se sapessi che l’umanità potrebbe avviarsi risolutamente verso il nuovo Cielo e la nuova Terra.

    D- Cosa intende per il nuovo cielo e la nuova terra?
    R – Il Regno promesso. Sta all’uomo conquistarlo o rifiutarlo.

    D – Lei pensa che per come stanno le cose adesso l’uomo potrebbe conquistare questo regno promesso?

    R – Se lo chiede si! Volendolo, si! Purtroppo i presupposti non ci sono. C’è una corsa non solo verso l’autodistruzione ma anche verso la distruzione di tutti i valori morali che servono per raggiungere questa ambita meta.

    D – Non potrebbe accadere che questi esseri un giorno decidano di abbandonare l’uomo?
    R – No! Non è nella mente dell’Intelligenza Onnicreante una decisione di questo genere, piuttosto potrebbe intervenire ad imporre un radicale cambiamento per salvare il salvabile. L’uomo deve vivere su questo pianeta perché è una necessità indispensabile all’economia creativa.

    D – Quindi se qualcosa si distruggesse sulla Terra questo potrebbe avere degli effetti anche sul sistema solare?

    R – Certo se ad una cellula del corpo umano venissero a mancare i suoi enzimi verrebbero a mancare i presupposti per la vita della cellula stessa e quindi la sua prematura morte.

    D- Anche la Terra dunque ha una sua funzione ben precisa?

    R – Tutto ha una funzione ben precisa, niente avviene per caso, tutto è causale. Non esiste la casualità ma la causalità. L’Intelligenza Onnicreante, quella che i terrestri appellano con il nome di Spirito Santo non è altro che l’Idea Onnicreante del cosmo.

    D – Cosa rappresenta per lei la morte di Gesù?
    R – Per me Gesù non è morto. Non poteva morire nemmeno se lo avesse desiderato e io non capisco perché ancora oggi commemorano un morto. Lui è stato sempre vivo anche quando lo hanno creduto morto, perché egli era un mutante, in perfetta sintonia con l’Intelligenza Onnicreante quindi come poteva morire un eterno.

    D – Lei pensa che gli uomini sarebbero in grado di contraccambiare alla fratellanza che spinge questi esseri a venire sulla Terra?

    R – La fratellanza sulla Terra è in agonia. Il padre contro il figlio, il figlio contro il padre, guerre rumor di guerre, pestilenze, fame, morti ammazzati. Dov’è la fratellanza?

    D – Quindi lei dice che l’uomo non sa edificare l’armonia sulla Terra?

    R – Non solo non la sa edificare ma ci sono coloro che spingono affinché le cose rimangano così perché questo fa comodo al potere. Fa comodo all’ignoranza, la perversità, il consumismo, i commerci illeciti. Anche volendo molti non possono sollevarsi da tutto questo perché sono obbligati, violentati in questo intimo desiderio di essere migliori, più giusti, di essere fratelli.

    D – Secondo lei cosa dovrebbe fare l’uomo per vivere come gli extraterrestri?

    R – Verrà il tempo in cui l’uomo volente o nolente dovrà accettare una legge che ha sempre rifiutato. Questo tempo non è lontano, i segni ci sono, essere ciechi e sordi non gioverà all’umanità. L’uomo ha bisogno di vedere e udire più che di toccare e i segni ci sono sia in cielo che in terra.

    D – Da chi è voluta la congiura del silenzio?

    R – E’ voluta da chi ha paura della verità. La verità fa paura, ai commercianti di morte e distruzione. La verità potrebbe rendere gli uomini liberi e gli uomini non devono essere liberi altrimenti come potrebbero continuare ad essere manipolati? Ecco il perché della congiura del silenzio. Nessuno deve sapere che c’è qualcosa capace di rendere liberi gli uomini: la verità! Per questo è stata innalzata la croce sul Golgota, per paura della verità!

    D – Lei pensa che la gente comune voglia conoscere o voglia ignorare tutto questo?

    R – Intimamente l’uomo è alla ricerca della verità ma è condizionato, influenzato, è portato fuori strada, volutamente, ma non tutti sono così, molti si stanno risvegliando, molti hanno identificato bene il comportamento e gli atteggiamenti di certe istituzioni e quindi cominciano a vederci chiaro. Questo è già una buona predisposizione.

    D – Chi sono i black men?

    R – Sono uomini terrestri dediti a dissuadere, a ridicolizzare, a manipolare, anche a perseguitare, ammonire, a terrorizzare tutti coloro che cominciano a vederci chiaro. Sono gli esecutori di quelle istituzioni di cui parlavo prima, hanno questo compito ma per poco tempo ancora!

    D – Lei ha paura dei black men?
    R – No. Non ho paura di questi personaggi! Io non ho paura nemmeno della morte, la morte non esiste, esiste un cambio di dimensione. Se da vivo ho fatto quello che ho fatto da morto sarò più temibile perché potrò fare molto di più. Quindi non ho paura di questa gente. La mia unica paura è quella di disubbidire all’amore che chiama l’amore.

    D – Non teme che qualcuno possa costruire un complotto contro di lei?

    R – Che lo facciano! Se hanno già tentato e hanno fallito può darsi che falliscano una seconda volta! Io eseguo scrupolosamente una programmazione e non sono solo. Facciano quello che vogliono io non li temo.

    D – Ha mai ricevuto visite da parte del controspionaggio internazionale?

    R – A iosa da tutte le parti del mondo! Ma non hanno mai avuto quello che volevano. Io so quello che posso dire e quello che non posso dire. Molti di loro volevano sapere come funzionava un disco volante, o quale sono le strutture tecniche dei loro apparecchi ma io non ho detto niente, non sono programmato per queste cose.

    D – Ma lei si ritiene un personaggio scomodo visto che hanno cercato di ridicolizzare la sua missione e la sua opera in tutte le maniere?

    R – Certo ma questo lo sapevo già, era inevitabile! Questa persecuzione la conoscevo già quindi non mi ha meravigliato affatto. Anzi mi ha dato più forza, mi sono sentito più libero, ho capito quello che qualcuno mi aveva detto prima: “prima di perseguitare voi hanno perseguitato me”.

    D – Cosa sta facendo per questa umanità?
    R – Il possibile. L’impossibile non lo posso fare. Io deve semplicemente portare avanti un discorso, poi sarà l’umanità ad accettarlo o no. Questo è il mio compito e questo faccio. Ci sono coloro che sono più avanti di me che possono fare quello che a me non è concesso fare.

    D – Cosa sta accadendo all’asse magnetico terrestre?
    R – L’asse magnetico terrestre ha subito proprio negli ultimi tempi un oscillamento a causa della distonia dell’anello magnetosferico del geoide accelerato negativamente dalle esplosioni nucleari nel sottosuolo e in superficie. C’è il pericolo di una fuga senza ritorno dell’asse magnetico di 45° a sud sud-ovest portando l’europa al polo nord e l’america del nord compreso il Canada con tutte le conseguenze disastrose derivanti dallo scioglimento delle calotte polari che innalzerebbero le acque di circa 600 metri di altezza. Di questo devono prendere coscienza i nostri scienziati perché è possibile che questo accada se si continuerà con queste nefaste sperimentazioni nucleari. Circa 150 milioni di anni fa avvenne uno spostamento dell’asse polare a causa della caduta di uno dei tre satelliti che orbitavano intorno alla Terra. L’ultimo cadde nell’oceano atlantico provocando lo sprofondamento del continente atlantideo e anche se allora l’asse magnetico non si spostò la Terra subì comunque delle oscillazioni ondulatorie notevolissime fino ad invadere la superficie terrestre: le acque invasero la superficie terrestre e Noè fu avvertito in tempo e non solo lui ma per esempio anche il popolo Incas, in modo che si rifugiasse oltre i 3000 metri di altezza, perché i flussi e i riflussi delle maree penetrarono la terra con onde alte 175 metri e questo flusso e riflusso è durato per un periodo fino a mettere sotto il fango intere città. Ma chi avvertì Noè? E l’arca era una barca o qualcosa di più sofisticato?

    D – Cosa rappresentano le Piramidi?

    R – La piramide è la struttura reale della macromolecola. Questa struttura non è stata usata solo in Egitto ma anche nell’america centrale. Hanno fotografato delle piramidi anche sulla superficie di Marte, e anche una Sfinge. I primi pionieri giunti da Marte avevano portato una cultura particolare ereditata poi dagli atlantidi e di conseguenza da tutti gli scampati che migrarono verso oriente ed occidente prima ancora che l’Atlantide venisse letteralmente distrutta. Ci sono dei segni molto palesi: la cultura egizia e quella maya avevano molti in comune ma gli storici hanno capito ben poco di tutto ciò.

    D – Lei pensa che la via del nucleare sia una strada senza ritorno?

    R – Senz’altro! Se non si modificano certi valori applicativi sarà l’inizio dell’autodistruzione di questa umanità. Esiste il segreto di utilizzare l’energia nucleare ed è quello di fissare l’atomo invece che di disintegrarlo, perché mentre la fissazione produce la vita la disintegrazione produce la morte. In altri pianeti di altri sistemi solari hanno già realizzato questa imponente opera e non hanno problemi energetici, l’energia non costa nulla.

    D – Quanti uomini sono coscienti di questa realtà?

    R – Molti. Ma non hanno il coraggio di reagire. Forse perché sono anche impediti a farlo.

    D – Cosa succederà in futuro, ci saranno ancora avvistamenti UFO?

    R – Ci sono tutt’ora e parecchi, ma sono tenuti nascosti! L’avvistamento di un UFO non fa pubblicità ma sono numerosi. Molti li vedono e altri li vedranno in seguito.

    D – Lei pensa che cambierà la problematica di questi avvistamenti?

    R – Si certo. Non appena cambierà la loro metodologia anche la problematica cambierà. Voglio dire che col passare del tempo la metodologia di questi esseri sarà molto più chiara e penetrante. In un primo tempo è stata usata una metodologia preparatoria, sensibilizzatrice, adesso la metodologia cambierà e allora potremo vedere e forse toccare e ravvederci degli errori di interpretazione fatti fino ad oggi.

    D – Cosa si aspettano gli extraterrestri da noi uomini?

    R – Quello che sperano per il nostro bene è la redenzione, il ravvedimento, il mettere le cose al loro giusto posto secondo una logica universale. Questo si aspettano e questo darebbe all’umanità la possibilità di entrare in contatto con i veri maestri di vita e di verità e usufruire della loro saggezza e della loro sapienza. Questo sperano!

    D – Pensa che congiura del silenzio continuerà?

    R – Si può contrastare la verità, ma vincerla mai! Quindi è questione di tempo. Quando ci saranno le manifestazioni che si dovranno verificare allora anche i congiuranti dovranno piegare la schiena perché non potranno nascondere nulla. La verità si rivelerà con tutta la sua imponenza. Come si può nascondere la verità che si rivela?

    D – Cosa possono in definitiva fare questi esseri che vengono da altri mondi?

    R – Possono portare a termine quello che è stato cominciato circa 2000 anni fa. Possono sollevarci dalle sofferenze, dalle tribolazioni, dalle difficoltà in cui oggi l’uomo si trova. Ignorare queste difficoltà e queste tribolazioni non è possibile. Sono i segni dei tempi. La loro opera si può definire salvifica e mira a rendere l’uomo cosciente di una verità che è molto più antica della fondazione di questo mondo. Sta all’uomo accettare o rifiutare!

    D – Cosa direbbe all’umanità?

    R - Io direi di far risuscitare quello che sta per morire ovvero l’amore verso il prossimo, la vera giustizia, la vera pace, la vera concordia fraterna, cosa ci potrebbe essere di più bello, di più sublime, di più reale?

    D – Ha mai avuto paura che qualcosa avesse potuto andare male nella sua missione?

    R – No! Ormai sono 33 anni. Sono stato folgorato a 33 anni e quest’anno il 25 Marzo 1985 nel compimento dei miei 66 anni ho anche compiuto 33 anni di opera. Cosa devo temere? No, non temo nulla!

    D – Chi è realmente Eugenio Siragusa? R – Sono stati in molti a domandarmelo. Che importa sapere chi io sia o da dove vengo, ciò che conta e prendere coscienza del discorso che porto. Non ha importanza il messaggero, è importante il messaggio.

    Amici vi ricordo che io sono un vostro amico e non mi importa di soffrire per amore vostro, lo faccio volentieri costi quello che costi perché amo l’uomo e spero, spero tanto nella sua salvezza!
    Eugenio Siragusa

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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Bene72 il Lun Dic 13, 2010 3:21 pm

    D – Cosa rappresenta per lei la morte di Gesù? R – Per me Gesù non è morto. Non poteva morire nemmeno se lo avesse desiderato e io non capisco perché ancora oggi commemorano un morto. Lui è stato sempre vivo anche quando lo hanno creduto morto, perché egli era un mutante, in perfetta sintonia con l’Intelligenza Onnicreante quindi come poteva morire un eterno.

    http://comandantekanta.com/2010/09/22/gesu-per-gli-ahmadiyya/

    La Ahmadiyya è un movimento organizzato religioso, nato in ambito islamico. È diffuso a livello internazionale e ha sedi in 193 paesi (sede centrale Londra). È uno dei 73 gruppi originatisi in alveo islamico, di estrazione sunnita, anche se è giudicato eretico dal momento in cui il suo fondatore affermò che con lui si riapriva il ciclo profetico che invece, per l’Islam sunnita e sciita, è (per dogma) esaurito con la figura di Muhammad.altro su http://it.wikipedia.org/
    Tratto dal sito: http://www.alislam.it

    GESU', UMILE PROFETA DI DIO
    I Musulmani Ahmadi credono che Gesù (AS) sia sopravvissuto alla crocifissione e viaggiò verso l’India per continuare i suoi comandamenti tra le Tribù Perse di Israele. In più, essi rivendicano che la sua tomba, contenente il suo corpo, è stata recentemente riscoperta in India la quale si può vedere fino a tutt’oggi. I Musulmani Ahmadi asseriscono anche che questo credo non solo è contenuto nel Corano e i Detti del Profeta Muhammad (SAW) ma anche nella Bibbia stessa.

    I Musulmani Ahmadi rivendicano che Gesù sopravvisse alla crocifissione perché egli era stato tirato giù dalla croce in uno stato di incoscienza, non morte.

    IL GRANDE MIRACOLO DI GESÙ

    Gesù profetizzò che il suo destino sarebbe stato simile a quello del profeta Jonah
    Gesù disse: “Una cattiva e adultera generazione chiede per un segno miracoloso! Ma nessuno gliene sarà dato eccetto che per quello del profeta Jonah. Visto che Jonah rimase tre giorni e tre notti nello stomaco di un grosso pesce, il Figlio dell’ Uomo starà tre giorni e tre notti nel cuore della terra” (Matteo 12:39,40)

    SOPRAVVIVENZA-NON RESUSCITAZIONE

    Il segno di Jonah è dato nella Bibbia:
    Il Signore procurò un grande pesce per inghiottire Jonah, e Jonah rimase dentro il pesce per tre giorni e tre notti. Dall’interno del pesce Jonah pregò al suo Signore Dio. Egli disse: Nella mia angoscia ho chiamato il Signore, e Egli mi ha risposto. Dalle profondità della tomba ho chiamato aiuto, e tu hai ascoltato il mio pianto. (Jonah 1:17, 2:1,2)
    Il segno dato agli abitanti di Ninive da Jonah era che fu salvato da un tipo di morte. Egli fu in pericolo per un certo tempo, ma alla fine si ristabilì. Egli finì vivo nello stomaco del pesce, rimanendo vivo per giorni, e ne uscì vivo.
    Lo stesso destino era profetizzato per Gesù. Egli sarebbe entrato nella tomba vivo, rimasto vivo per giorni, e uscito vivo. Se Gesù fosse morto, ci sarebbe poca somiglianza con Jonah.
    La storia di Jonah è una sopravvivenza non resuscitazione.

    I CORPI NON SANGUINANO

    Un importante pezzo di informazione è menzionata nel Vangelo di Giovanni quale supporta il punto di vista che Gesù non morì sulla croce:
    “Uno dei soldati punse il fianco di Gesù con una lancia, facendo zampillare dell’acqua e sangue” (Giovanni 19:34).
    La fuoriuscita di sangue è un segno di intatta circolazione, con la lancia che penetra i capillari. Notare la parola “zampillare” la quale implica pressione arteriosa. L’acqua era probabilmente fluido di pleurite, presente tra la gabbia toracica e i polmoni.
    Visto che il sangue non fuoriesce dai cadaveri, il verso quotato rappresenta un problema al minimo per un Prete della Chiesa, Origen. Nella sua esegesi di Giovanni 19:34, egli ammise che il sangue coagula dopo la morte, ma il circolare del sangue in questo caso rappresenta un miracolo e quindi non ha bisogno di spiegazioni. (Contra Celsus, di Origen, tradotto da H.Chadwick, Cambridge U).
    Il colpo della lancia nel fianco di Gesù non era portato come un tipo di colpo definitivo, ma come un grezzo (e pure inaccurato) indicatore se la morte era sopraggiunta. Se l’intenzione era di uccidere, il soldato avrebbe colpito sulla parte frontale del corpo per danneggiare il cuore.
    Tuttavia, nell’evento che la persona non sarebbe rimasta sufficiente lasso di tempo sulla croce, la morte veniva causata dalla rottura delle gambe, come fu fatto con gli individui che erano stati crocifissi vicino a Gesù.

    ROMPENDO CON IL PROTOCOLLO

    La testimonianza del Vangelo, deve essere detto, è inconsistente sul punto del centurione che voleva assicurarsi la morte di Gesù. Da una parte, il centurione vide che Gesù era “già morto” così non si preoccupò di rompergli le gambe (vedere “gambe non rotte”) contro la domanda degli Ebrei di affrettare la morte spezzandogli le ossa in acconto del Sabbath (Giovanni 19:31) quale era il protocollo standard.
    Dall’altra parte il centurione punse il fianco di Gesù. Questo era stato fatto per causargli la morte se egli era incerto a proposito di esso? Se fosse così, perché non furono anche spezzate le ossa quando questo era il metodo brutale e standard? Come non possiamo presupporre che non c’erano elementi di simpatia da parte di alcuni Romani, partendo da Pilato in testa (vedere “Il piano di Pilato” e scendendo sulla scala di comando?
    È presunto che gli esecutori Romani erano freddi, brutali e esperti assetati di sangue nell’arte di mettere le persone a morte. Non solo abbiamo delle contraddizioni nelle azioni documentate dalla parte del centurione, abbiamo anche quello che appare essere un vero tollerante ufficiale Romano e anche un vicino seguace di Gesù, marcato dalle sue parole quando guardava verso la croce quando Gesù presumibilmente morì:”Veramente questo uomo era il Figlio di Dio” (Matteo 15:39).

    PREGHIERA NEL GIARDINO

    Quando fu chiaro che non c’era via per evitare il deviato piano degli Ebrei di averlo crocifisso, Gesù pregò ferventemente “per rimuovere la coppa” della morte sulla croce (Matteo 14:36).
    Gesù aveva piena fiducia che le sue preghiere nel Giardino di Gethsemane sarebbero state accettate visto che egli stesso disse ai suoi discepoli:
    “Se voi credete, riceverete quello che chiedete nella preghiera” (Matteo 21:22)
    “Continuate a chiedere, e vi sarà dato quello che chiedete. Continuate a guardare, e troverete. Continuate a bussare, e la porta vi sarà aperta. Colui che chiede, riceve. Colui che cerca, trova. Colui che continua a bussare, gli verrà aperto. Voi genitori- se I vostri figli vi chiedono un pezzo di pane, gli date invece un sasso? O se loro chiedono del pesce, gli date un serpente? (Matteo 7:7,9)

    DIO ACCETTÒ LE SUE PREGHIERE

    La preghiera nel Giardino di Gethsemane era la più importante e grande preghiera che Gesù offrì e dipinta chiaramente nel Vangelo. È inconcepibile che la preghiera non raggiunse il Trono Divino, specialmente quando Gesù disse ai discepoli del potere della preghiera.
    Certamente non abbiamo bisogno di indovinare. Il Vangelo fornisce evidenze che la sua preghiera fu accettata.
    Il Vangelo di Luca dichiara che un angelo venne dal Paradiso “rafforzandolo” (Luca 22:43). Questo indica che Dio aveva sentito la sua preghiera.
    Dopo questa supplica nel giardino, quando Gesù ne fu informato, uno dei suoi seguaci sguainò una spada, colpendo un servo di un alto sacerdote e gli tagliò l’orecchio. Gesù severamente lo rimproverò e gli disse:
    “Coloro che usano la spada saranno uccisi con la spada. Non realizzi che potrei chiedere a mio Padre mille angeli per proteggerci, e Egli li manderebbe istantaneamente?” (Matteo 26:52-53)
    Questo mostra che Gesù era ora in perfetta contentezza che la sua preghiera era stata accettata e tutto quello lasciato era nelle mani di Dio, senza aver bisogno di difesa personale attiva.

    Finalmente, quando la morte guardava imminente e egli era in agonia sulla croce egli gridò “Eli Eli lama sabachthani”* (Matteo 27:45-46) perché egli non si aspettava arrivasse questo. Egli credeva pienamente che la preghiera sarebbe stata accettata.
    *Traduzione: Dio mio, Dio mio perché mi hai dimenticato?

    LA MORTE PER CROCIFISSIONE PRENDE GIORNI

    Quando la notizia della presunta morte di Gesù raggiunsero Pilato, egli era sorpreso che Gesù se ne andò così presto (Marco 15:44). La sua testimonianza è estremamente importante e rivelatrice. Qui c’era l’uomo che ebbe probabilmente la miglior conoscenza nel suo tempo sulla natura della punizione per crocifissione e probabilmente correlato sull’esperienza di molte crocifissioni.
    Anche se molti dettagli della crocifissione sono stati persi con la fine dell’Impero Romano, ci sono ampie annotazioni che mostrano che questa particolare punizione prendeva al minimo dai due ai tre giorni per uccidere una persona. Per esempio, una buona testimonianza viene dallo storico Flavius Josephus nel primo secolo D.C., il quale descriveva sopravvissuti alla crocifissione. Lo scrittore Plutarch (c. 75 D.C.) menziona alcuni individui che sopravvissero per dieci giorni sulla croce.
    Persino il Nuovo Dizionario Biblico conclude basandosi su fatti storici della crocifissione che “la morte con questo metodo era generalmente molto prolungato, raramente la morte sopraggiungeva prima di trentasei ore, e in alcune occasioni portando fino a nove giorni” (1962 ed, Intervarsity Press, pag.282).

    CONVINZIONE DELLA SUA INNOCENZA

    È notabile nel Nuovo Testamento che Ponzio Pilato credeva che Gesù era innocente e non voleva che fosse condannato. Una delle influenze era un sogno della moglie di Pilato che la convinceva dell’innocenza di Gesù, e il messaggio che lei passò a Pilato era “lascia stare quell’uomo innocente” (Matteo 27:19)
    Pilato più tardi acconsentì alla domanda degli Ebrei di crocifiggere Gesù, visto che stava iniziando una rivolta. Tuttavia egli chiese una coppa di acqua e si lavò le mani davanti alla folla ed esclamò “Sono innocente del sangue di quest’uomo. La responsabilità è vostra!” (Matteo 27:24)

    IL PIANO PER SALVARE GESÙ

    Un analisi del Vangelo chiaramente mostra che Pilato aveva un interesse a salvare la vita di Gesù nel meglio delle proprie abilità cercando di mantenere l’esecuzione ufficiale come prescritta dalla legge Romana. Si possono notare tre punti chiave:
    * Egli fissò il giorno della crocifissione proprio prima del Sabbath, sapendo che la legge Ebrea proibiva che i corpi rimangano sulla croce all’inizio del Sabbath. La morte sarebbe improbabile da seguire in 6 ore. (vedere Corta Durata)
    * Quando il tempo di rimuovere Gesù e gli altri due dalla croce, gli Ebrei chiesero a Pilato di rompere le gambe di Gesù (Giovanni 19:31). Tuttavia il centurione che agiva sotto ordine di Pilato non ruppe le gambe a Gesù (Giovanni 19:33). Era perché egli aveva preso tutte quelle misure di precauzione che Pilato era sorpreso quando gli fu detto che Gesù era “già morto” (Matteo 15:44)
    * Il protocollo Romano era che il corpo umano doveva giacere sul terreno della crocifissione e essere soggetto alle intemperie e animali. Tuttavia pilato autorizzò qualcosa di interessante di deviante dalla pratica usuale. Egli autorizzò di dare Gesù ai suoi amici invece che ai suoi nemici.

    ALOE E MIRRA

    Dopo la crocifissione, il corpo di Gesù venne nelle mani dei suoi discepoli Giuseppe d’Arimatea e Nicodemus.
    Il Vangelo di Giovanni dice che Nicodemus portò mirra e aloe “per circa trentaquattro chili di peso” (Giovanni 19:39). Quelle piante, particolarmente piante di aloe, sono considerate medicinali e applicate sulle ferite.
    Era usata estensivamente in molte culture antiche ed è usata tutt’oggi per cicatrizzare ferite aperte. Il fisico Romano Pedanius Dioscorides (c 75 A.C.) raccomandava l’aloe per ferite e escoriazioni. Il mentore di Alessandro Magno, Aristotele, lo persuase a conquistare l’isola di Socotra per prendere le piante di aloe per trattare le ferite dei soldati.
    Curiosamente, il classico libro medievale del vicino est intitolato “Canon of Medicine” di Avicenna menziona un unguento chiamato Marhami Isa (Unguento di Gesù).

    SALVATO DA UN COLPO FATALE

    Dopo la presupposta “morte” sulla croce di Gesù, un soldato Romano fece la decisione di non spezzare le gambe di Gesù mentre era sulla croce. L’episodio adempì una profezia e non era senza significato.
    Il Vangelo di Giovanni (19:36) ci dice che le Scritture fu adempiuta (basato su Salmi 34:20) - uno dei suoi ossi non sarà spezzato. Il soldato Romano non ebbe interesse nel spezzare le gambe di Gesù per affrettarne la morte dal momento che egli credeva che era già morto. Spezzare le gambe avrebbe avuto un effetto devastante dovuto alla perdita consistente di sangue e conseguentemente uno shock ipovolemico rompendo una delle più grandi ossa nel corpo, la tibia, per ogni gamba.
    L’attenzione Scritturale di non rompere le gambe può avere senso se il corpo era vivo - non ha senso per un cadavere. La frase intera dei Salmi 34, verso 19 e 20 dice:
    “I giusti affrontano molti problemi ma il Signore li salva da ognuno. Visto che il Signore li protegge da danno - nessuno delle loro ossa sarà spezzato”.

    FERITO, MA VIVO

    Dopo la crocifissione, Gesù venne sotto le cure dei suoi devoti seguaci che lo portarono dentro una tomba spaziosa.
    Se un uomo sarebbe sopravvissuto alla punizione, ci si aspetta che una tale persona mostri una chiara evidenza delle ferite. Ci si aspetta che egli mantenga una basso profilo e si sposti lontano dal luogo della crocifissione, visto che potrebbe esserci una chance di essere arrestato di nuovo. La paura sarebbe esibita dai suoi seguaci causa la preoccupazione per il loro maestro.
    Il testimonianza del Vangelo porta precisamente a quella conclusione.
    Gesù mostrò le ferite a Thomas (Giovanni 20:25-7), mostrando che egli non aveva un corpo supernaturale o resuscitato, ma un corpo paziente.
    Egli viaggiò via dalla località della crocifissione e scelse di incontrare solo i suoi più stretti seguaci:
    “Vai a dire ai miei fratelli di partire per la Galilea, e loro mi vedranno li” (Matteo 28:10)
    I seguaci di Gesù erano così spaventati dall’accaduto che decisero di non dire a nessuno di questa emergenza dalla tomba (Marco 16:Cool.
    Non una volta apparve Gesù davanti ai suoi persecutori o girovagò nel centro di Gerusalemme chiedendo alle persone di accettarlo come il Messia resuscitato che era morto per i loro peccati.
    Tutto quello che abbiamo è un uomo con un corpo terrestre di carne e ossa (Luca 24:39) che aveva sofferto fitte di fame (Luca 24:41) e stava fuori dalla luce della calce. Per convincere i suoi discepoli che egli aveva lo stesso corpo ferito, egli in effetti stava mostrando che non era morto visto che Dio lo aveva salvato dalla dura prova proprio come Jonah riemerse vivo dal pesce (vedere “Segno di Jonah”.
    Musulmani Ahmadi credono che Gesù (AS) sia sopravvissuto alla crocifissione e viaggiò verso l’India per continuare i suoi comandamenti tra le Tribù Perse di Israele. In più, essi rivendicano che la sua tomba, contenente il suo corpo, è stata recentemente riscoperta in India la quale si può vedere fino a tutt’oggi. I Musulmani Ahmadi asseriscono anche che questo credo non solo è contenuto nel Corano e i Detti del Profeta Muhammad (SAW) ma anche nella Bibbia stessa.
    I Musulmani Ahmadi rivendicano che Gesù sopravvisse alla crocifissione perché egli era stato tirato giù dalla croce in uno stato di incoscienza, non morte.
    Dopo la sua sopravvivenza, Gesù viaggiò fino al Kashmir, India e predicò alle Tribù Perse di Israele. La sua tomba può essere trovata li fino ad oggi.

    OLTRE L’EUFRATE

    La storia tradizionale Ebrea e dei testi Biblici divide il popolo semitico in dodici tribù. Nel tempo di Gesù, solo due delle tribù erano nella regione dove Gesù predicò, mentre le circostanze delle rimanenti dieci è sempre stato un po’ un mistero.

    Lo storico Josephus del secondo secolo scrisse nel suo libro Antichità degli Ebrei che le dieci tribù erano “oltre l’Eufrate” nel suo tempo, l’est dell’Iraq del giorno d’oggi e nell’Impero Persiano del tempo che si estendeva sino all’India.
    È anche notabile che l’iniziale storia della Chiesa documenta l’esistenza di un Vangelo in lingua Ebraica trovato in India, che quindi conferma Israeliti in India. San Jerome (c. 400 D.C) scrisse che lo scolaro Pantaenus nel secondo secolo venne in possesso del documento durante i suoi viaggi. San Jerome poi scrisse che gli Israeliti nel suo tempo continuarono a vivere nell’Impero Persiano.
    La missione di Gesù era di raggiungere le Tribù (o Pecore) Perse di Israele, come dichiarato in Matteo 15:24. Era quindi imperativo per lui di migrare verso est.
    Una grande evidenza è che i popoli dell’Afghanistan, nord-ovest India (particolarmente Kashmir) e delle aree circostanti sono di origine Israelita. I loro tratti fisici, lingua, folclore, costumi e festività attestano della loro origine Israelita. L’evidenza viene anche dai nomi che essi hanno dato ai loro villaggi, i loro monumenti e antichi lavori storici.
    Alcuni studi genetici su persone dell’India che fino ai giorni nostri si fanno chiamare “Bani Israel” o “Figli di Israele” conferma la loro origine medio orientale.

    LA TOMBA DEL KASHMIR

    Il luogo di sepoltura di Gesù in Kashmir è conosciuto dai locali come Rauzabal, che significa la Tomba Onorata. È conosciuta come la tomba di Yuz Asaf, che può essere di derivazione Buddista o probabilmente da Yusu o Yehoshua (Gesù) il Raccoglitore.
    Le tradizioni locali dichiarano che il seppellito era un profeta di Al-Kitab, o Popolo del Libro, e il suo nome era Isa - il nome Coranico per Gesù.
    Il profeta Yuz Asaf venne nel Kashmir dall’Ovest (Terra Santa) nel regno di Raja Godpatta (c 1 secolo D.C.) in accordo con gli antichi documenti ufficiali in possesso dal corrente custode della tomba.
    Alcune delle più estese ricerche sulla tomba sono state condotte dal, ora ritirato, famoso storico e insegnante Capo dell’Archeologia del Kashmir, Professor Fida Hassnain.
    La tomba è Ebrea, come attestato dalla direzione in cui si trova. Vicino alla tomba c’è un orma incisa nel sasso, una resa artistica delle ferite della crocifissione.
    LA TESTIMONIANZA NEI TESTI BUDDISTI E HINDU

    Nel primo secolo D.C. l’India del nord era un vasto centro non solo di Induismo, ma anche Buddismo. I popoli Israeliti che Gesù aveva amministrato in quell’area erano una minoranza che praticava il Giudaismo, ma è saputo che molti hanno adottato le fedi indigene dell’Induismo e anche Buddismo.
    È possibile tracciare i passi di Gesù in quelle terre da alcuni di quei testi.
    Gli antichi testi Hindu sono chiamati Puranas. Un libro, Bhavishya Maha Purana (letto in Sanscrito) contiene un acconto di un Re dell’India, Salivhana che aveva incontrato “Isa-Masiha” (Gesù il Messia) - un personaggio religioso di bell’aspetto che era uno straniero.
    I testi Buddisti contengono una profezia di un futuro Buddha, un bodhisattva, chiamato “Bagwa Metteya” una frase Pali che letteralmente significa “bell’aspetto” o “viaggiatore bianco”. La somiglianza etimologica della parola “metteya” a “Messia” è stabilita e un significato della parola “Messia” è viaggiatore.
    Visto che il sole della Cristianità si innalzò in India con l’avvento personale di Gesù in quell’area, molti insegnamenti di Gesù divennero intrecciati con quelli di Gautama Buddha. Persino alcune parabole conservate nel Nuovo Testamento divennero attribuite a Buddha.
    È stato proposto che la parola Yuz Asaf, il nome della persona seppellita in Kashmir, è derivata da Buddha Asaf, visto che Gesù sarebbe stato incluso nel panteon Buddista dei santi.

    SCOPO ADEMPIUTO

    Gesù trovò accettazione nella terra delle Tribù Perse, e completò la sua missione viaggiando verso est da quelle antiche comunità Israelite.
    Una domanda è, se Gesù spese molta della sua vita in India, perché è quella parte della sua vita così sconosciuta e dimenticata?
    Uno deve tenere a mente il fenomeno di cosa succede alla presenza di una religione quando un’altra religione ne prende il posto. Per esempio l’Afghanistan moderno di oggi fu un vasto centro di Buddismo ed ha le più grandi statue di Buddha del mondo incise nella pietra. Quella fede è ormai svanita li. Un altro esempio sono le fedi pagane europee prima dell’arrivo della Cristianità.
    I popoli Israeliti dell’Afghanistan e del Kashmir accettarono l’Islam. Gesù aveva predetto dell’arrivo di un messaggero dopo di lui, adempiuta nella persona del Santo Profeta Muhammad.
    Col tempo, l’antica fede della Cristianità fu dimenticata dopo generazioni cosicché ora ci sono maggiormente “musulmani ortodossi” in quelle stesse aree che tengono credi come altri “musulmani ortodossi”.
    Tuttavia, rimanenti dei seguaci di Gesù Cristo sono ancora esistenti nella prossimità dell’Herat, Afghanistan. Lo scolaro Britannico O.M. Burke nel suo libro “Among the Dervishes” ha descritto quelle persone. Anche se sono ora Musulmani, essi non hanno dimenticato la loro eredità Cristiana. Essi hanno un’ attaccamento speciale a Gesù e si riferiscono a lui come “Yuz Asaf il Kashmiri” che venne a predicare a loro.
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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Bene72 il Lun Dic 13, 2010 3:29 pm

    La Verità o si dice tutta o è meglio che si taccia !

    Affermazione:
    "La crocifissione è da capire..."

    Risposta :
    No.Non c'è nulla da capire perchè
    se no si finisce per capire fischi per fiaschi.
    ...come dice Eugenio...
    e come purtroppo succede da 2000 anni a questa parte.

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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Bene72 il Lun Dic 13, 2010 4:00 pm

    PER EUGENIO GESU' NON DOVEVA ASSOLUTAMENTE
    FARSI CROCIFIGGERE...MA DOVEVA FARE GIUSTIZIA
    SECONDO I VOLERI DEL PADRE ADONAY.

    CON QUESTA SCELTA HA FALLITO NELLA SUA MISSIONE.

    E SI VEDE ...PER CHI HA OCCHI PER VEDERE ED INTENDERE.

    IO STO DALLA PARTE DEL PADRE ADONAY.


    "Ciò che non si comprende, nemmeno si possiede"
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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Mirella il Lun Dic 13, 2010 4:04 pm

    Gesù si è limitato a compiere il volere del Padre... se per Eugenio ha sbagliato a farsi crocifiggere...era un suo pensiero...
    Gesù non ha fallito...è già terribile pensarla una simile cosa secondo me
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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Bene72 il Lun Dic 13, 2010 4:24 pm

    Mirella ha scritto:Gesù si è limitato a compiere il volere del Padre... se per Eugenio ha sbagliato a farsi crocifiggere...era un suo pensiero...
    Gesù non ha fallito...è già terribile pensarla una simile cosa secondo me

    Sei liberissima nella tua scelta...la Verità deve essere detta tutta però ...soprattutto QUA.

    Questa DOVREBBE rappresentare la CASA DI EUGENIO...non quella
    di Pinco Panco e nemmeno quella di Panco Pinco.CHIARO ?
    Se no cambiate nome al forum ...sarebbe molto meglio a 'sto punto.

    TERRIBILE mi sembra la vostra ostinazione a volere Gesù in Croce...
    ed altro che preferisco non dire.

    Prima di conoscere il pensiero di Eugenio già sapevo.
    L'ho solo Ritrovata la Verità che rende Liberi.
    Non per niente per me Eugenio E' e Sara' SEMPRE
    il MIO UNICO GRANDE CONSOLATORE.



    GRAZIE !!!

    ...IN INTERIORE HOMINIS HABITAT VERITAS...
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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Mirella il Lun Dic 13, 2010 4:30 pm

    "Questa DOVREBBE rappresentare la CASA DI EUGENIO...non quella
    di Pinco Panco e nemmeno quella di Panco Pinco.CHIARO ?"

    Chiaro a chi lo stai dicendo scusa?
    Questo sito credo serva anche per conoscerci e socializzare facendo conoscere il nostro pensiero...


    Ultima modifica di Mirella il Mar Dic 14, 2010 10:29 am, modificato 1 volta
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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Antonio il Mar Dic 14, 2010 10:22 am

    Bene72 ha scritto:PER EUGENIO GESU' NON DOVEVA ASSOLUTAMENTE
    FARSI CROCIFIGGERE...MA DOVEVA FARE GIUSTIZIA
    SECONDO I VOLERI DEL PADRE ADONAY.

    CON QUESTA SCELTA HA FALLITO NELLA SUA MISSIONE.

    E SI VEDE ...PER CHI HA OCCHI PER VEDERE ED INTENDERE.

    IO STO DALLA PARTE DEL PADRE ADONAY.


    "Ciò che non si comprende, nemmeno si possiede"

    Caro/a, Bene 72,

    Voglio dire che condivido totalmente queste parole di Eugenio, ma si devvono raggionare bene, per potere anche discernere bene,....
    Prima di tutto voglio dire che questo che commento non è una raggionamento, ma una consapevolezza mia personale, che sarebbe molto difficile di spiegare qui, scrittamente,....

    So e capito bene tuo commento, e dico che anche per me Gesù, come uomo, ha dovuto prendere una scelta, e lo ha fatto con tutti gli anessi e conessi,..... in questa scelta libera ha deciso non difendersi, (tenendo il potere del Cristo che era con lui), ha fatto questa elezione fallita, perche lui aveva già commentato con i suoi discepoli quello che aveva deciso di fare,......tanti di loro lo hanno capito e acettato, e alcuni come Giovanni, ed altro, li hanno spresso con chiarezza di comprenderlo ma in un certo punto della sua decisione di agire in questa maniera, le hanno detto, di non portarla a termine,....cio`è non lasciarsi sacrifficare....... di mettere in atto la Giustizia che il Cristo le aveva parlato e concesso nella tutta sua Opera Redetrice.....

    Gesù, (ripeto che questo non è un raggionamento), aveva il pieno convencimento, la piena sicurezza che il popolo che lo seguiva si metterebbe in rivoluzione per liberarlo manifestando cosi in fronte ai potenti della epoca che loro avevano le redini del loro destino,...... ma in certo ponto di tutta questa istoria, Gesù si ha reso conto che il popolo era devole, era corrotto, era ignorante, era in somma contro lui, non apoggiava la sua difensa.....

    Prima di tutto questo, nella orazione nel Monte degli Ulivi, lui Gesù ha pregato al Padre Suo, Cristo, che lo iluminase per discernere bene, ma....certamente era una scelta sua personale che doveva prendere da solo,..... in questa profonda tensione (perche il tempo era assai vicino) ha sudato veramente lacrime di sangue,...... ha stato arrestato e portato in fronte ai giudici uomini,.....

    Lui sapeva molto bene che questa forza di giudizio umana non la meritava, perche lui sapeva che l’Unico Giudice è Dio,....ma si ha sposto a questo proccesso per dimostrare che il popolo poteva reaggire,....... svagliatamente si ha reso conto che il popolo non era quello che lui riteneva di essere, e in certo momento non ha trovato la via di uscita di questa sua scelta,.....lo ha tentato di fare, certo!!,.....ma come la sua scelta non era d`accordo ai dittamini del Cristo ha dovuto sopportare pacientemente questa sua decisione,..... in quel tempo ha fatto di tutto per evitare questo sacrifizio ma tutto era inutile, il male aveva preso le menti dil popolo e di alcuni di suoi discipoli, ...... fino al punto di rinegarlo......
    Lui sempre si sentiva piu solo, piu isolato umanamente hablando, ed essendo un “UOMO DIVERSO COMPIETAMENTE”, perche la sua genetica apparteneva alla 4ª dimensione, ha dovuto sopportare il reflusso di questa sua personale scelta,...... si ha sentito solo in tutto questo proceso doloroso, traumático, e finalmente si ha offerto come agnello per sacrificare,........ senza reaggire.

    Detto tutto questo, dico che ho voluto dirlo non per convincere nessuno/a, non per avere la vostra oppinione (che certamente sono gradito di conoscerla) ma solamente come un commento mio personale, per rendere evidente che Gesù ha diventato per Volere di Cristo il Essere patronimico tutore della razza umana, in questo pianeta (al meno),...Lui sempre sarà Maestro dei Maestri perche essendo Cristificato ha questo computo,.....
    Dopo di tre giorni della “sua morte”, il Cristo ha restabilito totalmente il suo corpo rendendolo inmortale, cio’è diventandolo astrale e totalmente mutante in ogni senso evolutivo,...... ha avuto questo “premio” per suo lavoro come trasnmissore della Parola Santa Cristica,...... anche ha perpetuato il dolore delle ferite della sua scelta che hanno diventato piu dolorose nel astrale.....

    Ma, certamente ha stato un “relativo” fallimento, perche si vediamo onestamente quello che ha succeso, ha stato un motivo di Giudizio per tutta quella parte della razza umana che ancora, e ancora oggi è pressa dei valori cattivi innestati nel pasato antico per “coloro” che “sono venuti dal cielo” e hanno desubbiditto il Volere di Padre Adonai.....
    Certo che Eugenio, mio caro Angelo di Dio, ci ha messo in atto per comprendere che la logica umana non è la logica Divina, e ci lo ha dimostrato fino il finale dei suoi santi giorni,........

    Vi abbraccio fraternamente a tutti, e tante grazie per leggere queste parole che solo vogliono confirmare, che la metodología sempre ha stato elletta per gli uomini e donne, per rendere piu luminosa la Verità piu grande di tutte le Verità,..... quella di Padre Eterno, quella di Adonai-Adoniesis, quella che ci ha stato portata e ancora lo è, per Eugenio Nunzio Siragusa, un Onesto Integro e Incorrotibile Servo del Padre Glorioso......

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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Alex il Mar Dic 14, 2010 10:34 am

    Secondo me dobbiamo considerare che la Giustizia dell'Amore, del Padre manifestata attraverso Cristo in Gesù, consinste anche nel dare una libera scelta alle creature, se accettare una certa Legge interiore oppure rifiutarla.
    Questa scelta è libera da IMPOSIZIONI, di qualsiasi tipo. 2000 anni fà come oggi, e come sarà sempre, le creature non devono accettare per PAURA ma per PRESA DI COSCIENZA.
    Credo che l'Amore, quello vero, non è debole e tantomeno fallisce, ma lascia che ognuno determini con scelte LIBERE il proprio destino. Se imponesse impedirebbe di comprendere attraverso l'esperienza, limiterebbe la conoscienza e la corretta comprensione di ciò che è vero, in poche parole non sarebbe Amore perchè si mostrerebbe ingiusto, proprio perchè limiterebbe la nostra libertà.
    A questa umanità, così come avviene a tutte le umanità ad un dato momento della loro storia, è stata fatto un'offerta, che poteva venire accolta o rifiutata... chi ha portato questa offerta con il completamente della Legge... era a conoscienza che l'esito finale poteva essere di due tipi...accettando ciò che la volontà Divina avrebbe permesso... il resto lo hanno fatto gli uomini, determinando il loro percorso evolutivo.
    Pertanto, il fallimento, non è ravvisabile in quanto compiuto da Gesù Cristo, ma nella scelta di buona parte dell'umanità, che ancora oggi si ostina a disconosce l'Amore e lo confonde con un debole buonismo. Gesù Cristo non parlo di quell'Amore ed è grazie a quell'eccesso di Amore che ha manifestato fino all'accettazione dell'estremo, se oggi noi tutti continuiamo a credere in una diversa logica da quella che la società ha fatto sua. Se siamo viventi, cioè con la coscienza risvegliata, o almeno si spera che sia così, è proprio grazie a quanto accaduto....qualsiasi cosa fosse accaduta il risveglio delle coscienze sarebbe dipeso sempre e comunque da quella scelta espressa 2000 anni fà.
    Sarò limitato nella mia comprensione delle cose, ma per come la vedo io se non riconosciamo questo dono (ed io sono il primo a dire che avrei preferito non fosse stato necessario permettere un estremo sacrificio) non ha senso che parliamo ne di Giustizia ne di cambiamento.


    "dovrei invocare il potere di mio Padre...io sono suo Figlio...se lo usassi così avrei fallito nella sua missione...
    ...io devo portare la parola di Dio agli uomini e non costringerli con la sua potenza..."




    Ultima modifica di Alex il Mer Dic 15, 2010 8:26 pm, modificato 5 volte


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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

    Messaggio  Federico il Mar Dic 14, 2010 10:41 pm

    Per approfondire il tema in questione, ho caricato questo vecchio video che sono sicuro troverete interessante. Ormai si tratta di un video introvabile in rete. Ovviamente è da vedere con beneficio d'inventario, ma senza dubbio fornisce interessanti spunti di riflessione. Per quanto mi riguarda credo che la questione sia sapientemente sintetizzata nelle seguenti affermazioni fatte dallo stesso Eugenio:

    D – Quale altro insegnamento questi esseri hanno portato all’umanità?
    R – Un insegnamento molto importante è quello di istituire la reale religione che deve entrare in ogni cuore e spirito umano e sarebbe questa: “Ama il tuo prossimo come te stesso”: questa è la vera religione!”
    D – Di quale verità parla?
    R – La verità è stata offerta all’uomo da colui che la portava, da Gesù.

    D- Non viene così completamente sballata la concezione religiosa che l’uomo ha fatto?
    R – C’è solo una cosa importante: portare sul piano dell’attuale tempo i valori del passato e capirli più profondamente, vagliarli seriamente senza confondere le menti. Occorre dire tutta la verità. Questo potrebbe rendere gli uomini liberi, liberi davvero.

    Link VIDEO http://livestre.am/wixK






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    Re: "Gesù non è morto" - Intervista ad Eugenio Siragusa del 7 Aprile 1985

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